{"id":305,"date":"2021-04-16T09:11:20","date_gmt":"2021-04-16T07:11:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dodigital.it\/?p=305"},"modified":"2022-10-14T11:36:20","modified_gmt":"2022-10-14T09:36:20","slug":"le-sfide-di-innovazione-per-le-aziende-di-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dodigital.it\/en\/le-sfide-di-innovazione-per-le-aziende-di-domani\/","title":{"rendered":"Le sfide di innovazione per le aziende di domani"},"content":{"rendered":"<p>Quali sono i motivi per cui oggi \u00e8 importante capire come funziona una <strong>Startup<\/strong>? Quando parliamo di <strong>innovazione<\/strong> per le <strong>aziende<\/strong>, a cosa \u00e8 opportuno guardare? BlockChain, Machine Learning, IoT, Social Collaboration, Mobile, Cloud Transformation\u2026 Come orientarci in questo ricco scenario di <strong>tecnologie<\/strong>? \u00c8 davvero necessario conoscerle tutte?<\/p>\n<p>L\u2019articolo prende spunto dalle domande sorte da parte dei partecipanti durante il <a href=\"https:\/\/www.dodigital.it\/ideare-e-costruire-servizi-per-un-cliente-esigente-e-digitale\/\">webinar \u201c<strong>Ideare e costruire servizi per un cliente esigente e digitale<\/strong>\u201d<\/a>, organizzato da <strong>doDigital<\/strong> il 30 settembre 2020. Queste ultime hanno, infatti, contribuito a mettere a fuoco alcuni elementi di visione che esporr\u00f2 di seguito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 \u00e8 importante capire come funziona una Startup?<\/h2>\n<p>Molti dei <strong>manager<\/strong> oggi alla guida delle aziende hanno acquisito una formazione dalle scuole di management tradizionale in cui \u00e8 stato possibile apprendere come ottimizzare il <strong>funzionamento dell\u2019impresa<\/strong>, creando meccanismi di efficientamento e applicando <strong>modelli organizzativi<\/strong> Command&amp;Control per garantire la fluidit\u00e0 delle attivit\u00e0 e il rispetto di precisi parametri di pianificazione, tempo, costo e qualit\u00e0. Abbiamo acquisito una competenza distintiva nel creare business ripetibili e competitivi arrivando all\u2019eccellenza a livello mondiale per diversi settori, come ad esempio quello dell\u2019industria discreta e del machinery.<\/p>\n<p>Dopo aver appreso questo mestiere e aver capito anche come tramandarlo da una generazione all\u2019altra, siamo stati svegliati dall\u2019<strong>effetto VUCA<\/strong> (Volatility, Uncertainty, Complexity and Ambiguity). Cosa vuole dire? In sostanza, l\u2019ambiente in cui operiamo \u00e8 diventato <strong>complesso<\/strong>, difficile da controllare, <strong>imprevedibile<\/strong> e sostanzialmente <strong>dinamico<\/strong>.<\/p>\n<p>Non mi soffermer\u00f2 sui motivi che lo hanno reso tale, quanto pi\u00f9 su come \u00e8 cambiato lo scenario in cui operiamo, e per il quale molto di quanto appreso dalle scuole di <strong>management tradizionale<\/strong> non \u00e8 pi\u00f9 applicabile con la stessa efficacia di risultato.<\/p>\n<p>Il <strong>nuovo scenario<\/strong> richiede di rispondere ad una domanda di servizi e prodotti in costante evoluzione, in cui il <strong>digitale<\/strong> non \u00e8 una caratteristica aggiuntiva, bens\u00ec una componente nativa ed essenziale di ci\u00f2 che viene richiesto. Se la domanda varia cos\u00ec frequentemente, come possiamo garantire un\u2019<strong>offerta personalizzata <\/strong>e continuamente <strong>aggiornata<\/strong> ottenendo i parametri di <strong>efficienza<\/strong>, <strong>ottimizzazione<\/strong> e <strong>controllo<\/strong> a cui siamo stati abituati?<\/p>\n<p>Questa capacit\u00e0 di risposta \u00e8 l\u2019elemento chiave che oggi troviamo nelle Startup e che oggi differenzia la <strong>Startup<\/strong> rispetto ad un\u2019<strong>azienda<\/strong> oramai stabilizzata nel proprio <strong>modello di business<\/strong> (nel seguito indicata anche come Corporate). La startup non \u00e8 da intendersi come un&#8217;azienda altamente tecnologica, piccola e priva di struttura organizzativa &#8211; potrebbe anche avere queste caratteristiche, ma non si riconduce tutto a questo.<\/p>\n<p>Una startup<em> \u00e8 un\u2019<strong>azienda emergente<\/strong> (indipendentemente dalla sua dimensione) che nasce pensata per operare in un contesto dinamico e vulnerabile, alla continua ricerca del proprio market-fit e che non ha ancora un modello scalabile e ripetibile con cui portare sul mercato il proprio prodotto\/servizio.<\/em><\/p>\n<p>Il modello di funzionamento della Startup \u00e8 quindi adeguato a rispondere alla dinamicit\u00e0 di <strong>mercato<\/strong>, poich\u00e9 nasce con quell&#8217;obiettivo. Diviene pertanto fondamentale comprendere l\u2019essenza di base di una Startup, poich\u00e9 incarna l\u2019elemento chiave per consentire di stare al passo nel nuovo scenario competitivo di mercato. Apprendere come poter collaborare con queste realt\u00e0 e identificare assieme il <strong>modello di partnership<\/strong> pi\u00f9 efficace \u00e8 la sfida oggi per operare in modo distintivo. Realizzare questo tipo di visione consente infatti alle imprese gi\u00e0 stabilizzate, da un lato, di continuare a garantire l\u2019<strong>eccellenza operativa<\/strong>, dall\u2019altro, di integrare quelle \u201c<strong>capabilities<\/strong>\u201d necessarie a soddisfare una domanda sempre pi\u00f9 <strong>dinamica<\/strong>, <strong>digitalizzata<\/strong> e alla ricerca di prodotti e servizi rinnovati e <strong>personalizzati<\/strong>, una domanda che richiede non pi\u00f9 solo una costante ottimizzazione dei <strong>processi applicativi<\/strong>, ma anche una perpetua capacit\u00e0 di evolvere e rinnovarsi. A tal proposito pu\u00f2 essere valido considerare due possibili strade:<\/p>\n<ul>\n<li>Mettere in piedi un <strong>modello di gestione dell\u2019innovazione proprio della Corporate<\/strong> affinch\u00e9 si crei il terreno idoneo per collaborare in modo fluido e continuativo con le startup che completano l\u2019offerta che si vuole proporre;<\/li>\n<li>Realizzare <strong>organizzazioni agili con team di innovazione distribuiti<\/strong> che possano creare dall\u2019interno motori di innovazione ispirandosi alle startup.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Come fare ordine tra le numerose e possibili strade dell\u2019innovazione?<\/h2>\n<p>Le possibilit\u00e0 abilitate dalle <strong>tecnologie digitali<\/strong> sono decisamente numerose. Orientarsi in questo scenario non \u00e8 affatto immediato ed \u00e8 complesso tenere il passo con la rapida evoluzione delle <strong>competenze<\/strong> che tutto ci\u00f2 richiede. La modalit\u00e0 probabilmente pi\u00f9 ricorrente \u00e8 quella di circondarsi di esperti e consulenti per ogni nuovo filone tecnologico che emerge e nonostante questo non sempre si \u00e8 efficaci nel comprendere come valorizzare queste tecnologie da un punto di vista <strong>business<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che possiamo fare \u00e8 guardare alle tecnologie alzando di un livello la loro classificazione e riportandola a un aspetto di \u201c<strong>abilit\u00e0<\/strong>\u201d che queste tecnologie tutte assieme consentono di ottenere e che sintetizzo nelle seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019<strong>ubiquit\u00e0 dei dati<\/strong><\/li>\n<li>la <strong>connettivit\u00e0 illimitata<\/strong><\/li>\n<li>la <strong>potenza computazionale massiva<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019idea alla base \u00e8 quindi quella di puntare a <strong>progettare nuovi servizi<\/strong> o a <strong>ripensare i servizi e i prodotti<\/strong> gi\u00e0 esistenti, esplorando come e dove queste tre abilit\u00e0 possono migliorare <strong>l\u2019interazione<\/strong> con la nostra offerta e <strong>l\u2019erogazione<\/strong> della stessa.<\/p>\n<p>Solo successivamente, l\u2019attenzione pu\u00f2 essere rivolta al mix di <strong>tecnologie<\/strong> da attivare e al modo migliore per integrarle, anche in chiave architetturale, ma<em> il primo passo deve partire dal senso di ci\u00f2 che vogliamo andare a migliorare e non dal tipo di tecnologia che vogliamo utilizzare<\/em>.<\/p>\n<p>Questo approccio vale sia nei casi in cui l\u2019innovazione da traguardare punta all\u2019<strong>efficienza<\/strong>, quindi a migliorare come l\u2019azienda funziona ed opera, sia nei casi in cui l\u2019innovazione da realizzare \u00e8 pensata per migliorare la nostra <strong>offerta<\/strong> sul mercato.<\/p>\n<p>Il suggerimento \u00e8 dunque quello di mirare a introdurre innovazione, di mercato o di ottimizzazione delle risorse, secondo due punti di vista, che costituiscono due aspetti fondamentali di uno stesso meccanismo:<\/p>\n<p>La componente di <strong>innovazione incrementale<\/strong>, che consiste nel migliorare un dato prodotto, processo o servizio con l\u2019obiettivo di creare efficienza secondo un modello scalabile e ripetibile;<\/p>\n<p>La componente di <strong>innovazione radicale<\/strong>, che si focalizza sulla capacit\u00e0 di rinnovare anche in maniera discontinua la proposizione di prodotto\/servizio dell\u2019azienda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Come scegliere il partner per l&#8217;innovazione?<\/h2>\n<p>In questo contesto, scegliere i giusti partner, e non semplici fornitori, risulta fondamentale. I partner sono coloro che avranno il compito di affiancarci nei processi di innovazione e per questo \u00e8 strategico riconoscere come possono contribuire a realizzare un ecosistema multidisciplinare di competenze e approcci. Il range di capabilities di cui abbiamo bisogno per muoverci nel nuovo scenario di mercato, digitalizzato e dinamico, \u00e8 decisamente ampio e difficile da poter identificare in un unico partner. In questo senso diviene determinante la capacit\u00e0 di creare una rete di partner in cui poter attingere a competenze ed approcci differenziati e complementari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Da quanto osservato finora sul mercato, elenco tre principali profili di partner:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Technology-driven innovation<\/strong>: profilo di partner il cui contributo riguarda la tecnologia e le competenze su scelte e valutazioni specifiche e verticali sulla miriade di tecnologie attualmente disponibili. Tipicamente vige una forte specializzazione (es. provider di soluzioni ambito blockchain, IoT, ecc.) oppure vi \u00e8 il modello generalista pi\u00f9 simile al system integrator ma rinnovato nelle competenze e nell\u2019approccio, solitamente orientato a modelli di Agile Factory. Questa tipologia di partner mirano a garantire un\u2019<strong>eccellente capacit\u00e0 di execution<\/strong>, ma hanno necessit\u00e0 di avere in input una strategia e un piano di lavoro allineato alla strategia stessa, onde evitare <strong>dispendio di risorse ed energie<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Market-driven innovation<\/strong>: profilo di partner tipicamente con un forte orientamento strategico. Anche in questo caso pu\u00f2 prevalere un orientamento specialista (es. posizionamento verticale Retail, ecc.) o generalista (es. societ\u00e0 di consulenza strategica multi-industry). Si presidia molto bene la componente di <strong>visione<\/strong> e di <strong>prospettiva<\/strong>, oltre che la capacit\u00e0 di sviluppare business case dettagliati in funzione dell\u2019<strong>analisi del mercato<\/strong>. Ma <strong>viene a mancare<\/strong> la verifica di fattibilit\u00e0, organizzativa e tecnologica, intesa come <strong>progettazione puntuale<\/strong> degli elementi che dovranno essere ripensati per attuare la strategia definita e quindi <strong>indirizzare<\/strong> l\u2019execution.<\/p>\n<p><strong>Entrepreneurial-driven innovation<\/strong>: profilo di partner emergente, nativamente <strong>orientato <\/strong>all\u2019<strong>agilit\u00e0<\/strong>, al <strong>rischio<\/strong>e all\u2019<strong>innovazione<\/strong> intesa come <strong>processo di sperimentazione e conoscenza<\/strong>. In grado di gestire e trarre valore dal fallimento con spirito imprenditoriale.\u00a0 Per questo motivo si caratterizza di un modello di funzionamento pensato per rendere sostenibile un approccio da \u201cTest&amp;learn\u201d, in cui lasciare spazio alla sperimentazione e fare ricorso a <strong>meccanismi di feedback mirati<\/strong>, per raggiungere l\u2019obiettivo di miglioramento ed innovazione atteso. Non internalizza competenze tecniche specifiche n\u00e9 strategiche di mercato verticali, ma si focalizza su competenze di <strong>Digital Strategy<\/strong> e di <strong>Open Innovation<\/strong>. Fa leva su un <strong>ecosistema di realt\u00e0<\/strong> quali Startup, Agile Factory e Design Agency per operare agevolmente, <strong>end to end<\/strong>, lungo il flusso dell\u2019innovazione .<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.dodigital.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Risorsa-1-100.jpg\" rel=\"lightbox-0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-516 size-full\" src=\"https:\/\/www.dodigital.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Risorsa-1-100.jpg\" alt=\"\" width=\"1047\" height=\"587\" srcset=\"https:\/\/www.dodigital.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Risorsa-1-100.jpg 1047w, https:\/\/www.dodigital.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Risorsa-1-100-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.dodigital.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Risorsa-1-100-768x431.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1047px) 100vw, 1047px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giunti alla conclusione di questa lettura vi lascio, sintetizzandoli, i tre elementi cardini di questo post:<\/p>\n<ul>\n<li>Andare al di l\u00e0 di un &#8220;utilizzo&#8221; tattico delle startup diventa fondamentale per comprenderle nella loro essenza e internalizzare il meccanismo di \u201c<strong>Test&amp;Learn<\/strong>\u201d;<\/li>\n<li>\u00c8 importante garantire un <strong>equilibrio<\/strong> nel fare innovazione: investire nel ripensare l\u2019offerta di servizi (<strong>innovazione radicale<\/strong>) e allo stesso tempo consolidare gli asset per garantire l\u2019efficienza operativa (<strong>innovazione incrementale<\/strong>);<\/li>\n<li>Il panorama in cui ci troviamo \u00e8 complesso, non possiamo avere successo se non realizzando attorno a noi un ragionato <strong>ecosistema di competenze e partner<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Autrice:<\/p>\n<p><b><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Arial',sans-serif; color: #525349;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-886 \" src=\"https:\/\/www.dodigital.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/FrancescaSaraceni-1.png\" alt=\"\" width=\"61\" height=\"61\" \/><a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/francescasaraceni\/\">Francesca Saraceni<\/a><\/span><\/b><strong><span style=\"font-size: 11.5pt; font-family: 'Arial',sans-serif; color: #525349;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Affianca da oltre dieci anni medie e grandi imprese nell\u2019attuazione di programmi di trasformazione digitale garantendo il ricorso a paradigmi di innovazione allo stato dell\u2019arte. Durante la sua carriera professionale ha sviluppato una conoscenza approfondita del mercato Software B2B e ha acquisito esperienza sull&#8217;offerta di soluzioni emergenti in ambito AI-enabled. Affianca imprenditori e manager nella definizione di percorsi di AI journey che tengano conto delle priorit\u00e0 di business e della maturit\u00e0 digitale presente in azienda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali sono i motivi per cui oggi \u00e8 importante capire come funziona una Startup? Quando parliamo di innovazione per le aziende, a cosa \u00e8 opportuno guardare? BlockChain, Machine Learning, IoT, Social Collaboration, Mobile, Cloud Transformation\u2026 Come orientarci in questo ricco scenario di tecnologie? \u00c8 davvero necessario conoscerle tutte? 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